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PROPOSIZIONI COMPARATIVE                   

Le proposizioni avverbiali comparative costituiscono il secondo termine di paragone (sotto forma di un intero enunciato) di quanto contenuto nella proposizione reggente. Possono essere distinte in reali   (proprie, improprie e incidentali)ipotetiche.

R

E

A

L

I

P
R
O
P
R
I
E

Corrispondono a un vero e proprio 2° termine di paragone e presentano l'indicativo (o il cong. obliquo, eventuale o potenziale) preceduto dalla congiunzione subordinante quam o da altre (quemadmodum, ut, quantum...):

– di MAGGIORANZA: «Marius est violentior quam vellem».

– di MINORANZA: «Respondeo tibi minus vehementer, quam a te provocatus sum».

– di UGUAGLIANZA:  «Nemo tam pauper vivit quam natus est» / «Quemadmodum (= come; al modo che) tot amnes non mutant saporem et colorem maris, ita adversa viri fortis non vertunt animum».

INTRODOTTE DA magis quam / potius quam (= più che)  + infinito; magis quam / potius quam (= più di quanto) + indicativo o congiuntivo; potius quam (= piuttosto che) + infinito: «Pompeius cavebat magis quam timebat».
I
M
P
R
O
P
R
I
E

Dipendono da aggettivi, pronomi o avverbi, contenuti nella reggente, che indicano somiglianza o dissimiglianza; sono precedute da ac /atque; oppure da aggettivi o avverbi correlativi come qualis, quantum, ecc. e reggono l'indicativo.

«Par (=uguale) cupiditas tibi est atque (ac) (=a quella di) fratri tuo».

«Talis est res publica, qualis est natura eius qui illam regit».

– «Res longe aliter ac (=da quello che) putavi evenit».

I
N
C
I
D
E
N
T
A
L
I

Costituiscono delle parentesi nella narrazione e, quindi, potrebbero essere eliminate senza compromettere il significato del periodo. Sono costituite da ut, sicut, velut + indicativo (congiuntivo nell'oratio obliqua).

– «Socrates, ut ait Plato, noluit e carcere effugere».

I

P

O

T

E

T

I

C

H

E

Sono quelle comparative (sia proprie che improprie) che presentano un termine di paragone soltanto supposto. Sono caratterizzate, in genere, dall'unione della congiunzione condizionale si con una delle altre congiunzioni comparative citate. Presentano il verbo al congiuntivo secondo la Consecutio Temporum; in forma implicita, però, si trovano con  tamquam, quasi, velut ut + participio o ablativo assoluto.

 

– «Tibi rem commendo, quasi si (=come se) tua res agatur».

– «Sic vive cum hominibus, tamquam (si) deus videat».

– «Tamquam semper victuri vivitis».