PROPOSIZIONI TEMPORALI
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Si tratta di proposizioni subordinate circostanziali (o avverbiali) che determinano il contenuto della reggente secondo una circostanza di tempo contemporanea, anteriore o posteriore ad esso. Sono espresse nei seguenti modi:
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- ablativo assoluto |
Con valore temporale. |
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- cum (= quando) + indicativo |
In senso generico, come in italiano. | |
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- cum + congiuntivo |
Cum narrativo con valore temporale. |
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- dum (con il significato di mentre; nello stesso tempo in cui") + indicativo presente (il più delle volte storico). |
Esprime una simultaneità generica rispetto alla proposizione reggente. |
- Dum haec in Venetis geruntur, Titurius in fines Venellorum pervenit. |
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- dum (nel significato di finché / finché non) + congiuntivo presente o imperfetto (C. T.). |
Quando viene posta in rilievo un’intenzione, un’eventualità o un’attesa. |
- Dum mihi a te litterae veniant, in Italia morabor. |
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- dum – oppure: quamdiu, quoad, donec – (con il significato di finché = per tutto il tempo in cui = mentre) + indicativo in tutti i suoi tempi. |
Indica una simultaneità come uguale durata rispetto alla proposizione reggente. |
- Tam diu laudabitur dum memoria rerum Romanarum manebit. |
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- antequam (ante… quam) / priusquam (prius… quam) (con il significato di prima che; prima di) + indicativo. |
Indicano un rapporto di successione della temporale rispetto alla reggente. |
- Id evenit anno ipso ante quam natus est Ennius.
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ð |
+ congiuntivo (c.t.), quando al valore temporale si sovrappone un senso di eventualità, di fine, di possibilità non realizzata, di attesa. | - Antequam de Re Publica dicam, exponam vobis breviter consilium… |
- ut / ut primum / ubi / simul ac (= appena che; non appena) + indicativo (in tutti i suoi tempi). |
Tali congiunzioni esprimono l’idea di un’azione immediatamente precedente a quella della reggente. |
- Pompeius ut equitatum suum pulsum vidit, discessit. |
- postquam (= dacché; da quando) + indicativo presente (quando durano ancora nel presente l’azione e gli effetti di un’azione); postquam (= dopo che) + indicativo presente (storico) o in altri tempi (se vi è un riferimento a un fatto accaduto). |
Esprime una proposizione che si trova in rapporto di anteriorità rispetto alla reggente. |
- Eo postquam Caesar pervenit, servos poposcit. - Libertas me respexit inertem, candidior postquam tondenti barba cadebat; venit postquam nos Amaryllis habet, Galatea reliquit. |