|
PROPOSIZIONE RELATIVA PROPRIA (detta anche ATTRIBUTIVA o AGGETTIVA) |
|||
|
- Svolge, nel periodo, la funzione di attributo (o di apposizione) di un elemento della reggente. Se è strettamente legata alla reggente e non può essere eliminata senza che il senso di quella venga meno, si chiama necessaria (Es.: Seimila uomini di quel villaggio che è chiamato Verbigeno); se invece, al pari di una proposizione incidentale, non ha alcun legame con la reggente si chiama accessoria o incidentale (Es.: I Belgi sono assai vicini ai Germani, che però abitano al di là del Reno). |
- In latino: - È introdotta da un pronome relativo (qui...), da un relativo indefinito (quisquis, quicumque...), da un avverbio relativo (ubi, unde...) + (di norma) l'indicativo. |
- Haec est terra quae nobis misit iura (relativa necessaria).
- Urbem Romam habuere initio Troiani, qui profugi vagabantur (relativa incidentale).
|
|
|
- Si può trovare invece il congiuntivo (ma quasi sempre in relative necessarie): 1) in caso di obliquità (congiuntivo obliquo), ossia - come definizione generica - quando la relativa si riferisce non al pensiero proprio dello scrivente, ma a quello di altri; 2) quando la relativa esprime eventualità (congiuntivo eventuale); 3) quando la relativa ha valore caratterizzante (congiuntivo caratterizzante); in particolare, il congiuntivo caratterizzante è frequente con l'aggettivo dignus o nelle locuzioni est/sunt qui; quis est qui?, ecc... 4) nella cosiddetta attrazione modale. |
- Duae viae erant, qua posset pervenire. - Erunt qui dolorem maximum malem dicant. |
||
|
- Le perifrasi come ii, qui legunt (= i lettori); ii, qui audiunt (=gli ascoltatori), ecc. normalmente mantengono l'indicativo. |
|||
|
PROPOSIZIONE RELATIVA IMPROPRIA (O AVVERBIALE) |
|||
|
- è introdotta da pronomi o avverbi relativi al posto di congiunzioni subordinanti (finali, consecutive, causali, concessive, avversative, limitative, ipotetiche, ecc...) |