Sono proposizioni sostantive o completive e possono avere il valore di soggettive o di oggettive,
a seconda che fungano da soggetto o da oggetto della reggente.
infinitive soggettive: ricorrono con i verbi impersonali (oportet, opus est, necesse est, ecc.), con verbi usati impersonalmente o con espressioni impersonali (aggettivo neutro, avverbio, sostantivo + voce del verbo essere). |
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– Bonorum civium interest patriam salvam esse.
– Turpe est sapienti timere mortem. |
infinitive oggettive: si trovano, in genere, in dipendenza da verba dicendi, sentiendi, affectuum e voluntatis. |
– Iudices negant te esse innocentem.
– Nivem esse albam omnes cernimus.
– Doleo te vexari tempestatibus.. |
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Mentre in Italiano tali tipi di proposizione si presentano in forma implicita o esplicita (occorre andare / che si vada; capisco di avere sbagliato / che ho sbagliato) in Latino, invece, si presentano sotto un unico aspetto: → verbo all’infinito nei seguenti tempi:
→ soggetto dell’infinitiva al caso accusativo. In Italiano, esso è spesso sottinteso. In Latino, invece, va sempre espresso. Se esso coincide con il soggetto della principale, lo si esprime mediante il riflessivo; al riguardo, si ricorda che "se" è identico sia per il singolare che per il plurale. |
– Servus affirmavit se innocentem esse.
– Homines negant se esse beatos.
– Puto me aequum fuisse.
– Dicunt te profecturum esse. |
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infinitive dichiarative: si dicono quelle in cui l'infinito serve a spiegare un pronome neutro (hoc, id...) o un avverbio (ita, sic...) usati con valore prolettico. |
– Hoc mihi molestum est, te Roma profecturum esse.
– Ita tibi responderam, me acturum esse rem. |