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PROPOSIZIONI CAUSALI                  

Le proposizioni causali (o enunciati causali) esprimono la causa, il motivo di quanto enunciato nella sovraordinata o reggente.

In Italiano, le proposizioni causali possono avere:

  • forma esplicita, con il verbo di modo finito (quasi sempre l’indicativo) introdotto dalle congiunzioni perché, giacché, poiché o da espressioni come dal momento che, dato che, ecc.

es.: Non vengo, perché sono stanco. – Tutti tornarono a casa, poiché faceva freddo.

  • forma implicita, con il verbo di modo indefinito, e più precisamente l’infinito (introdotto dalla congiunzione per) o il gerundio.

es.: Molti popoli, oggi, soffrono ancora per non essere liberi. – Essendo finita la scuola, partimmo subito per le vacanze.

In Latino, le proposizioni causali sono introdotte da:

 

 

 

  quod, quia, quando, quoniam seguiti:

  1. dal modo indicativo, se la causa è presentata come un fatto reale;

  2. dal congiuntivo, secondo la C.T., se la causa è riferita come un pensiero di persona diversa da chi parla o scrive (congiuntivo obliquo).

N.b.: Frequente è la formula correlativa:

  • non quod (quo, quin) + cong.... sed quia (quod, tamen) + indic.: se il primo fatto si esclude perché non sussiste.

 

 

 

 

 

 

Fecisti mihi pergratum, quod Serapionis librum mihi misisti.

 Quoniam nox est, in vestra tecta discedite.

Superbum te esse dicunt, quod nihil respondeas.

 

 

 

 

 

 

 Non quod probem sed quia rationem habendam maxime arbitror pacis atque otii.

   

 quandoquidem, siquidem (® Dal momento che, se è vero che) seguiti dal verbo al modo indicativo, in quanto introducono, solitamente, una causa reale

 Deos quaeso ut sit superstes, quandoquidem ipse est ingenio bono.

   

 cum seguito dal congiuntivo secondo la C.T. (cum narrativum o historicum).

 Cum sint in nobis consilium ratio prudentia, necesse est deum haec ipsa habere maiora.

   

 Infine, possiamo trovare le relative causali (relative improprie con valore causale: sempre con il verbo al congiuntivo).

 Me, qui ad multam noctem vigilassem, artior quam solebat somnus complexus est = Lett.: Me che (= poiché) avevo vegliato fino a tarda notte prese un sonno più profondo del solito.