GENITIVO                   

Il genetivus (connesso con genus = specie, genere, stirpe) precisa il valore di un concetto generale

mediante l’aggiunta di un’idea specifica. In latino, comunque, presenta una notevole varietà di funzioni.

 

DIPENDENTE DA UN NOME O DA UN PRONOME

   


di specificazione (funzione fondamentale).

 Domus Pauli.


soggettivo: in cui il genitivo esprime il soggetto logico.

 Adventus nostrorum militum hostes fugavit = Nostri miltes advenerunt et fugaverunt hostes.


epesegetico (o dichiarativo): specifica un nome di concetto generico.

N.B.: – I nomi geografici urbs, insula, mons, flumen, provincia, ecc. costituiscono apposizione del nome proprio al quale si accompagnano.

 

 Arbor palmae.

 

 Urbs Roma; insula Sicilia.


oggettivo: in cui il genitivo esprime la funzione di ideale compl. oggetto.

Timor mortis improbos terret = Improbi mortem timent et eam perhorrescunt.


attributivo: in cui il genitivo equivale concettualmente a un attributo.

Exercitus Romanorum = Exercitus romanus.


di convenienza, pertinenza o proprietà. Le espressioni italiane: – è dovere di…; è compito di…; spetta a…; è proprio di… sono espresse in Latino dal semplice genitivo.

N.B..: Espressioni come: è tuo, mio, nostro, vostro dovere = Tuum, meum, nostrum, vestrum… est.

– è suo, loro dovere = Eius/illius, eorum/illorum…est. ; altrimenti, quando "suo" e "loro" si riferiscono al soggetto della reggente: Suum [+ verbo essere].

– È mio/tuo dovere di medico, console, ecc.  = Meum/tuum medici/consulis… est.

 

 

 Est adulescentis…                                        

 Civium est legibus oboedire.

 

 

 

 

 Eius est pacem petere.                                      

 Dux ait suum esse militum saluti consulere.


di possesso (in Latino, talvolta, con nomi quali filius, filia, uxor, templum, aedes, il sostantivo reggente è sottinteso).

 Equus Marii.                                                    Terentia Ciceronis (sott.: uxor) = Terenzia, moglie di Cicerone.


di qualità (in alternativa all’ablativo soprattutto per le qualità fisiche, ma non per le determinazioni di peso, tempo, età e numero).

 

 Hannibal vir fuit magnae audaciae.     

 Fossa quindecim pedum…               


partitivo indica una parte di una totalità considerata, in dipendenza:

a) da sostantivi esprimenti numero (pars, multitudo);

b) da pronomi indefiniti, numerali o da avverbi  

c) da sostantivi indicanti quantità (acervus, amphora…); o da pronomi neutri, aggettivi sostantivati o avverbi usati con valore di sostantivi

d) da aggettivi al grado comparativo o superlativo (in concorrenza con l'ablativo retto da in, ex, de o con l'accusativo retto da ante o inter).

 

 Pars amicorum meorum.

 

 

 Ubimam gentium sumus?=tra quali genti siamo?

  In castris satis aquae, sed parum frumenti erat

  Prior horum in proelium cecidit.

 Gallorum omnium fortissimi sunt Belgae.

DIPENDENTE DA UN AGGETTIVO O DAL PARTICIPIO

(usato come aggettivo)

   


si tratta di aggettivi di desiderio (studiosus, cupiens…) o avversione (fastidiosus…), colpa (reus…) o innocenzaecc…

 

 

 Catilina avidus fuit divitiarum.

DIPENDENTE DA UN VERBO

   


impersonale: interest e refert (=importare, interessare, stare a cuore). Costruzione:

Genitivo della persona a cui interessa la cosa. Attenzione: se la persona è un pronome personale di 1A o 2A persona sing./plur.,  si ricorre alla forma femminile dell’ablativo singolare dell’aggettivo possessivo corrispondente (mea, tua, vestra, ecc.); invece, al genitivo di is/ille, per il pronome di 3A persona. Infine, si usa sua, se refert/interest sono all’infinito o al congiuntivo e il pronome si riferisce al soggetto della proposizione reggente.

 

– La cosa che interessa è espressa, generalmente, con

a) ut/ne + congiuntivo;

b) una proposizione infinitiva;

c) un pronome neutro al nominativo singolare.

– Il grado di interesse è espresso con un avverbio o con un genitivo di stima (multum, magni, plurimi, ecc…).

N.B.: Si ricordi anche il genitivo retto da piget, pudet, paenitet, miseret e taedet.

  Patris multum interest ut liberi valeant.

 Omnium civium intererat patriam salvam esse.

  Mea maxime refert te valere.

 Nostra permagni interest ubi sint positae domus et quo spectent.

  Eius referebat Sabinos vincere non posse.

 Ille ait sua maxime referre hanc legem manere.

 

 


di stima o prezzo: – I verbi di stima richiedono il genitivo di valore avverbiale (pluris, tanti, minimi, ecc…) per stima indeterminata; altrimenti, reggono l’ablativo. I verbi di prezzo, invece, richiedono il genitivo solo se seguiti da tanti (=tanto), quanti (=quanto), pluris (= di più), minoris (=di meno); negli altri casi, si costruiscono con l’ablativo.

 

 Voluptates virtus minimi facit.

 

 

 

 Vendo frumentum meum non pluris quam ceteri.


di memoria: – La persona o la cosa di cui ci si ricorda (o ci si dimentica) è espressa in genitivo. Se la cosa è espressa da un aggettivo neutro sostantivato o da un pronome neutro, va in accusativo.

 

 

 Meminero semper amicorum meorum.

 Haec libenter memini, illa sum oblitus.


giudiziario: – Il genitivo retto dai verbi di questo gruppo (damno; absolvo; ago = cito in giudizio; ecc…) esprime un complemento di colpa o di pena. Questo genitivo è retto, a volte, da un ablativo con valore strumentale (crimine, scelere).

 

 

 Miltiades accusatus est proditionis.

 Lupus arguebat vulpem furti crimine.