DATIVO                   

Il caso "dativo" deriva da "dare", poichè spesso dipendeva da tale verbo. Esso indica il punto di arrivo dell'azione espressa

dal verbo (nel significato comune, "complemento di termine" = Do librum tibi).

 

DATIVO CON VALORI PARTICOLARI:


A) di possesso


Sunt nobis mitia poma.


B) di vantaggio o svantaggio (comodo o incomodo).


Vobis et vestrae vitae discitis.

Nobis et nostris rebus victi sumus.


C) di fine.

Auxilio venire   (=venire in aiuto).


D) d'agente, che nella perifrastica passiva svolge la stessa funzione espressa dal compl. d'agente nelle proposizioni costruite con un verbo di forma passiva.

I VERBI INTRANSITIVI LATINI CHE RICHIEDONO IL DATIVO SONO DI TRE TIPI:


1) INTRANSITIVI SIA IN LATINO CHE IN ITALIANO:

 

[A] Verbi di obbedienza  (oboedio, obsequor).

[B] Verbi di resistenza  (resisto, obsto).

[C] Verbi di provvidenza  (consulo, provideo).

[D] Verbi di giovamento   (prosum, proficio).

[E] Verbi di nocumento  (noceo, obsum).

[F] Desum  (=manco), impero (=comando),  displiceo  (=dispiaccio); placeo (= piaccio).


2) INTRANSITIVI SIA IN LATINO CHE IN ITALIANO, MA CHE IN ITALIANO REGGONO UN CASO  (=complemento) DIVERSO:

Succenseo (= mi sdegno con), gratulor (mi congratulo con), assentio/-or (sono d'accordo con), fido / confido / diffido.


3) INTRANSITIVI IN LATINO E TRANSITIVI + COMPL. OGGETTO IN ITALIANO:

[A] Verbi di soccorso (subvenio, succurro, auxilior, medeor).

[B] Faveo (=favorisco), satisfacio (soddisfo).

[C] Ignosco, parco (= perdono).

[D] Minor / minitor (=minaccio).

[E] Nubo (= sposo) riferito però alla donna (l'uomo, invece, usa uxorem ducere).

[F] Persuadeo (= persuado)

COSTRUTTI PARTICOLARI:


  • Sum e fio (nel significato di essere di (danno o vantaggio);

  • do, habeo, tribuo (nel senso di attribuire, imputare a);

  • mitto, venio, relinquo (es.: Lasciare qualcuno in aiuto di qualcun altro):

ï si costruiscono con il doppio dativo:

  1. dativo della persona (a vantaggio o a danno, ecc. della quale avviene o si compie l'azione);
  2. dativo della cosa (che indica il fine al quale è rivolta l'aziome).

 

 

 

 

Hoc tibi laudi tribuo.

Centurionis impetus saluti fuit suis.


i verbi di eccellenza (praesto, antecello, supero, vinco):

 ï richiedono:

  1. dativo della persona che si supera (ma anche l'accusativo);
  2. l'ablativo (di limitazione) della cosa in cui si è superiori.
 

 

 

Doctrina Graeci Romanis (oppure: Romanos) antecedunt.

ATTENZIONE:

I verbi intransitivi che reggono il dativo presentano, nella maggior parte dei casi, la costruzione passiva impersonale e conservano il dativo. Es.: Tibi invisum est ab omnibus = Tu fosti invidiato da tutti.