I MODI DEL VERBO

L'azione espressa dal verbo può presentarsi, anche in Latino, in vari modi, distinguibili in 2 gruppi fondamentali:

MODI FINITI (indicanti, in modo preciso, sia l'azione di cui si parla, sia la persona che la compie):

(1) Indicativo

(modo della realtà = oggettività):

tempi principali:

– presente / perfetto logico / futuro sempl. / futuro ant.

tempi storici:

– imperfetto / perfetto / piuccheperfetto.

(2) Congiuntivo

(modo della possibilità ed eventualità = soggettività):

– come l'indicativo (ma senza i futuri).

(3) Imperativo

(modo del comando):

tempi (principali): presente / futuro (di uso raro).

negativo: ne + congiuntivo (per esprimere divieto).

 

 

 

MODI INDEFINITI (che non racchiudono in sé l'indicazione della persona che compie l'azione di cui si parla; ma si limitano a enunciare l'azione espressa dal verbo in modo generico, senza indicare la persona che la compie. Sono anche conosciuti come forme nominali del verbo).

 

 

 

(1) Infinito

(In origine: sostantivo esprimente l'astratta formulazione dell'azione. Prende il nome dal fatto di essere indeterminato nella persona e nello svolgersi dell'azione):

presente (indica azione contemporanea a quella del verbo reggente, in qualunque tempo questo sia);

futuro (azione futura rispetto al verbo reggente);

– perfetto o passato (azione passata rispetto al verbo reggente).

(2) Participio

(modo che "partecipa" di un doppio aspetto: nominale e verbale):

presente (indica azione contemporanea a quella del verbo reggente, in qualunque tempo questo sia);

– futuro (azione futura rispetto al verbo reggente);

– perfetto o passato (azione passata rispetto al verbo reggente).

(3) Gerundio

(Gerundi modus = modo di comportarsi). È un sostantivo verbale, con una sua flessione [si declina come un nome della seconda declinazione; l'infinito ne costituisce il nominativo e l'accusativo (come oggetto diretto; altrimenti troviamo l'accusativo in  -um preceduto da preposizione, in genere da ad) .Quindi, il gerundio fa le veci dei casi obliqui dell'infinito]. Ha sempre valore attivo:

 - Si trova, generalmente, con verbi intransitivi o con verbi transitivi costruiti intransitivamente:

Es.: - Homo aptus ad pugnandum

       - Errando discitur

       - Scribendo fama Ciceronis magna facta

         est

(4) Gerundivo

È un aggettivo verbale. Esprime un'azione che dev'essere compiuta. Si declina come gli aggettivi della prima classe. Ha sempre valore passivo:

- Si trova al posto del gerundio:

(a)  sempre

(a.1) se il verbo è transitivo, con oggetto espresso: al dativo, oppure all'accusativo  e all'ablativo preceduti da preposizione:

Es.: - difficultas ad consilium capiendum;

       - praefectus bello gerendo;

(a.2) con valore predicativo (del soggetto o dell'oggetto), con i verbi curo, do, trado, mitto, concedo, suscipio, ecc...:

Es.: - Pater dedit magistro liberos educandos.

(b) spesso: nel genitivo e nell'ablativo semplice, sempre però con verbo transitivo e oggetto espresso:

Es.: Gens regendae rei publicae perita.

VEDI ANCHE PERIFRASTICA PASSIVA

(5) Supino

(Nomen supinum = che si ripiega à su una voce verbale finita, per assumere valore specifico. È un sostantivo verbale rientrante nella 4^ declinazione, con flessione attiva -UM = accusativo; e passiva -U = dativo/ablativo):