CONGIUNTIVO IN PROPOSIZIONI INDIPENDENTI              

POSITIVO

NEGATIVO

POS. + NEG.

(=e non)

NEG. (=non) + NEG. (=e non)

POTENZIALE:

(detto anche eventuale) esprime un fatto ritenuto possibile o pensato da chi parla o scrive. In Italiano, corrisponde a "potere" o "dovere" con valore fraseologico.

 

ð Nessuno potrebbe dubitare…

ð Chi potrebbe dubitare…?

 

ð Nessuno avrebbe potuto credere…

ð Si troverebbe, si crederebbe, si potrebbe credere, ecc.

= traducono (appunto con l’impersonale) il cosiddetto "tu" generico o retorico.

cong. pres. o perf. (possib. pres. o fut.)

ð Nemo dubitet

ð Quis dubitet…?

cong. imperf. (possib. nel passato)

ð Nemo crederet

 

ð Invenias, credas

non + cong. pres./perf. (possib. pres. o futura)

non + cong. imperf. (possib. passata)

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DUBITATIVO:

  esprime un dubbio, un’incertezza (sotto forma di interrogativa diretta) nei confronti di un’azione da compiere.

 

ð  Che dovrei (potrei) fare?

 

ð  Che avrei dovuto (potuto) fare?

cong. pres. (dubbio presente o futuro)

ðQuid agam?

cong. imperf: (dubbio passato)

ðQuid agerem?

non + cong. pres. (dubbio presente o futuro)

non + cong. imperf. (dubbio passato)

 

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DELL'IRREALTÀ:   esprime un’eventualità che non si è potuta o non si può realizzare per una circostanza qualsiasi. In pratica, è una vera e propria apodosi di periodo ipotetico indipend. di terzo tipo, con protasi non esplicitata.

 

ð Ti scriverei di più, ma si fa sera (= se non si facesse sera).

 

ð  Ti avrei scritto di più, ma si faceva sera (= se non si fosse fatto sera).

imperf. congiuntivo (irrealtà nel presente)

ð Plura tibi scriberem, sed advesperascit.

piucchepf. congiuntivo (irrealtà nel passato)

ð Plura tibi scripsissem, sed advesperascebat.

non + imperf. congiuntivo

   non + piucchepf. congiunt.

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non… neque

SUPPOSITIVO:   serve a formulare una supposizione.

ð   Es.: Supponiamo che tu fossi capace di volare (ritenuto imposs.)

vedi ottativo, per i tempi.

non + i 4 tempi del congiuntivo (come nell’ottativo)

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ESORTATIVO:   esprime un’esortazione, un invito…; come comando completa l’imperativo.

 

ð Amiamo la patria!

cong. presente

ð Amemus patriam!

ne (o nihil, nullus, nemo) + cong. pres.

 

cong. pres.+ neque (neu, neve) + cong. presente

ne + cong.pres + neve (neu) + cong. pres.

OTTATIVO:  

esprime un desiderio o un augurio. In Italiano è accompagnato spesso da espressioni come "oh, se…!", "voglia il cielo che…!", "volesse il cielo…!".

Desiderio o augurio possibile a realizzarsi:

(Voglia/Volesse il cielo che!):

ðPotesse vincere…!

ðLo avesse guarito! (Può averlo fatto)

Desiderio o augurio impossibile a realizzarsi:

ð Fosse concesso!

ðFosse durata la fortuna!

(utinam / si) + cong. pres. (nel presente) o perfetto (nel passato).

 

ð Utinam vincat...!

ðUtinam eum sanaverit!

(utinam / si) + cong. imperf. (nel presente) o piuccheperf. (nel passato).

ð Utinam liceret!

ðMansisset fortuna!

utinam ne (nemo, nihil, numquam) + congiuntivo nei 4 tempi (come nel positivo)

utinam… +  neque (neu, neve)…

(con i congiuntivi nei 4 tempi come nel positivo)

utinam ne… +  neve (neu)...(con i congiuntivi nei 4 tempi come nel positivo)

CONCESSIVO:  

serve a formulare la concessione o ammissione di un fatto.

ð (Ammettiamo che) siano vere queste cose… (concess. pres.)

ð (Ammettiamo che) siano state vere… (concessione passata)

(sane, licet, ut) + cong. presente.

 

(sane, licet, ut) + cong. perfetto.

ne + congiuntivo presente o perfetto.

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