INDICATIVO                  

1. È il modo della realtà , della certezza. Possiede 6 tempi: 3 che indicano un’azione non ancora compiuta (infectum); presente, imperfetto e futuro semplice; 3 che indicano un’azione già  compiuta (perfectum), ossia perfetto, piuccheperfetto e futuro anteriore.

2.  Si ricorda, in particolare, che:

tempo della reggente

tempo della subordinata

esempio

PRESENTE

PERFETTO

- Numquam obliviscor verba quae audivi.

- Milvo bellum sempiternum est cum corvo: ergo alter alterius ova frangit ubicumque ea invenit.

IMPERFETTO

PIUCCHEPERFETTO

-In quas urbes venerat, in iis gratiam omnium sibi parabat.

FUTURO SEMPLICE

FUTURO ANTERIORE

- Si quid novi invenero, tibi scribam.

3.Differenze d’uso rispetto all’indicativo italiano:

INDICATIVO AL POSTO DEL MODO CONDIZIONALE ITALIANO (= cosiddetto "falso condizionale")

  • Presente indicativo, che si traduce con il condizionale presente.

  • Imperfetto, perfetto o piuccheperfetto indicativo, che si traducono con il condizionale passato.

La traduzione con il cosiddetto "falso condizionale" italiano è frequente:

- con i verbi possum, debeo (o perifrastica passiva), licet e con espressioni indicanti necessità  o convenienza.

- Statim Carthaginem everti oportuit (=Sarebbe stato meglio distruggere subito Cartagine).

 

 

- con il verbo sum + aggettivo neutro o genitivo di pertinenza.

- Quae Aeneas passus sit enumerare longum est (= Sarebbe lungo enumerare le peripezie di Enea).

- Eius est = Sarebbe suo dovere.

- Erat dementis pacem cogitare (=Sarebbe stato da pazzo pensare alla pace).

- con i verbi puto, arbitror, spero, ecc…soprattutto in frasi negative.

N.B.: Secondo alcuni grammatici, anche con verbi esprimenti volontà .

- Numquam putavi = Non avrei mai creduto.

- O miseros homines! Vivunt qui vivere nolunt! (= non vorrebbero).

- con paene – o, più raramente, prope – (= per poco non; quasi non) + perfetto.

- Paene dixi… = per poco non avrei detto…

INDICATIVO AL POSTO DEL MODO CONGIUNTIVO ITALIANO

– indicativo che si traduce con il congiuntivo italiano, con esatta corrispondenza dei tempi.

- Con pronomi o avverbi raddoppiati o uscenti in – cumque.

- Quisquis es, loquere (=Chiunque tu sia, parla).

- Ubicumque vivis, te ipsum fugere non potes (=Dovunque tu viva, non puoi sottrarti a te stesso).

- Con le congiunzioni correlative sive…sive; seu…seu; (= sia che… sia che…);

N.B.: ma solo qualora non introducano una congiunzione subordinante (per esempio, sive ut: Haec tibi scripsit, sive ut te certiorem faceret, sive ut se omni accusatione purgaret = Te lo ha scritto sia per fartelo sapere, sia per liberarsi da ogni accusa).

- Seu vere dicebat, seu falsa narrabat… (Sia che dicesse il vero, sia che raccontasse il falso…).